Psicología

Centro MENADEL PSICOLOGÍA Clínica y Tradicional

Psicoterapia Clínica cognitivo-conductual (una revisión vital, herramientas para el cambio y ayuda en la toma de consciencia de los mecanismos de nuestro ego) y Tradicional (una aproximación a la Espiritualidad desde una concepción de la psicología que contempla al ser humano en su visión ternaria Tradicional: cuerpo, alma y Espíritu).

“La psicología tradicional y sagrada da por establecido que la vida es un medio hacia un fin más allá de sí misma, no que haya de ser vivida a toda costa. La psicología tradicional no se basa en la observación; es una ciencia de la experiencia subjetiva. Su verdad no es del tipo susceptible de demostración estadística; es una verdad que solo puede ser verificada por el contemplativo experto. En otras palabras, su verdad solo puede ser verificada por aquellos que adoptan el procedimiento prescrito por sus proponedores, y que se llama una ‘Vía’.” (Ananda K Coomaraswamy)

La Psicoterapia es un proceso de superación que, a través de la observación, análisis, control y transformación del pensamiento y modificación de hábitos de conducta te ayudará a vencer:

Depresión / Melancolía
Neurosis - Estrés
Ansiedad / Angustia
Miedos / Fobias
Adicciones / Dependencias (Drogas, Juego, Sexo...)
Obsesiones Problemas Familiares y de Pareja e Hijos
Trastornos de Personalidad...

La Psicología no trata únicamente patologías. ¿Qué sentido tiene mi vida?: el Autoconocimiento, el desarrollo interior es una necesidad de interés creciente en una sociedad de prisas, consumo compulsivo, incertidumbre, soledad y vacío. Conocerte a Ti mismo como clave para encontrar la verdadera felicidad.

Estudio de las estructuras subyacentes de Personalidad
Técnicas de Relajación
Visualización Creativa
Concentración
Cambio de Hábitos
Desbloqueo Emocional
Exploración de la Consciencia

Desde la Psicología Cognitivo-Conductual hasta la Psicología Tradicional, adaptándonos a la naturaleza, necesidades y condiciones de nuestros pacientes desde 1992.

domingo, 11 de febrero de 2018

'Abd Al-Qâdir al-Jazâ'irî, L’inesistenza del mondo creato (Mawqîf 78)

'Abd Al-Qâdir al-Jazâ'irî L’inesistenza del mondo creato* *Mawqîf 78 Dio ha detto: “Ovunque voi siate, Egli è con voi”[1].[2] Dio parla qui tenendo conto di quel che immagina la maggior parte dei servitori i quali pensano di avere una esistenza indipendente, distinta e differente dall’Esistenza reale. Il Reale lascia libero corso alla loro pretesa e li abbandona alla loro immaginazione, dicendo loro: “Se siete come pensate, Dio è con voi ovunque voi siate, fate dunque attenzione a Lui e siate sempre vigilanti!”. Mentre in realtà, le suddette creature non condividono con il Reale il grado della compagnia, ma unicamente quello della dipendenza. Quel che si chiama creatura per coloro che l’affermano come tale, è come l’ombra in rapporto a ciò che fa ombra, ossia l’oggetto che si erge. Non si dirà, a proposito di quest’ombra, che essa è allo stesso grado dell’oggetto eretto, ma che essa dipende da lui; poiché non si parla di compagnia che a proposito di due realtà che esistono indipendentemente l’una dall’altra. Quel che si chiama creatura o mondo non ha esistenza indipendente, ma una esistenza totalmente dipendente, come l’eco in rapporto alla voce; per colui che intende, ci sono due realtà, quando nei fatti è la stessa cosa. Ora tutto ciò che è detto altro da Dio, ossia il mondo intero nelle sue parti superiori e inferiori, è del non-essere. Se lo si considerasse al di fuori dell’Esistenza reale, per quanto possa esistere ciò che è altro da Dio, la sua esistenza sarebbe obbligatoriamente o eterna o transitoria. Ma non c’è di eterno che l’Esistenza reale, e sono dello stesso avviso i fedeli delle diverse religioni e i filosofi. Perché anche se esaltano l’eternità del mondo sul piano della durata, essi sono d’accordo con noi nel dire che niente è essenzialmente eterno ad di fuori dell’Esistenza reale. Non è ugualmente permesso dire che il mondo è provvisorio, perché se lo fosse, esso sarebbe o una sostanza o un accidente. Non si può dire che è una sostanza, perché la sostanza non può essere qualificata, solo gli accidenti e l’esistenza possono essere qualificati. Non si può dire che è un accidente, perché l’accidente ha bisogno di essere costituito da qualcos’altro, ossia la sostanza. E dato che la sostanza non esiste prima di essere qualificata dall’esistenza, essa non può, se è inesistente, costituire un accidente già esistente. Questa dimostrazione vale per coloro che si fermano a riflettere con la loro intelligenza. Quanto ai contemplativi, Dio li ha dispensati di stabilire una prova, perché per essi ciò fa parte delle verità che si impongono da sole. Da questo fatto, è inutile domandarsi se il mondo è eterno o temporaneo, perché il problema dell’eternità e della temporaneità non si pone che dopo aver stabilito l’esistenza, ora l’esistenza non conviene al mondo; di conseguenza, domandarsi se ciò che non esiste è eterno o temporaneo non ha senso. [1] Corano 57, 4 [2] Questo versetto è commentato anche in Mawqîf 82 e 137. ScienzaSacra - Artículo*: Pietro - Más info en psico@mijasnatural.com / 607725547 MENADEL Psicología Clínica y Transpersonal Tradicional (Pneumatología) en Mijas y Fuengirola, MIJAS NATURAL *No suscribimos necesariamente las opiniones o artículos aquí enlazados
'Abd Al-Qâdir al-Jazâ'irî L’inesistenza del mondo creato* * Mawqîf 78 Dio ha detto: “Ovunque voi siate, Egli è con voi” [1] . [2...

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