Psicología

Centro MENADEL PSICOLOGÍA Clínica y Tradicional

Psicoterapia Clínica cognitivo-conductual (una revisión vital, herramientas para el cambio y ayuda en la toma de consciencia de los mecanismos de nuestro ego) y Tradicional (una aproximación a la Espiritualidad desde una concepción de la psicología que contempla al ser humano en su visión ternaria Tradicional: cuerpo, alma y Espíritu).

“La psicología tradicional y sagrada da por establecido que la vida es un medio hacia un fin más allá de sí misma, no que haya de ser vivida a toda costa. La psicología tradicional no se basa en la observación; es una ciencia de la experiencia subjetiva. Su verdad no es del tipo susceptible de demostración estadística; es una verdad que solo puede ser verificada por el contemplativo experto. En otras palabras, su verdad solo puede ser verificada por aquellos que adoptan el procedimiento prescrito por sus proponedores, y que se llama una ‘Vía’.” (Ananda K Coomaraswamy)

La Psicoterapia es un proceso de superación que, a través de la observación, análisis, control y transformación del pensamiento y modificación de hábitos de conducta te ayudará a vencer:

Depresión / Melancolía
Neurosis - Estrés
Ansiedad / Angustia
Miedos / Fobias
Adicciones / Dependencias (Drogas, Juego, Sexo...)
Obsesiones Problemas Familiares y de Pareja e Hijos
Trastornos de Personalidad...

La Psicología no trata únicamente patologías. ¿Qué sentido tiene mi vida?: el Autoconocimiento, el desarrollo interior es una necesidad de interés creciente en una sociedad de prisas, consumo compulsivo, incertidumbre, soledad y vacío. Conocerte a Ti mismo como clave para encontrar la verdadera felicidad.

Estudio de las estructuras subyacentes de Personalidad
Técnicas de Relajación
Visualización Creativa
Concentración
Cambio de Hábitos
Desbloqueo Emocional
Exploración de la Consciencia

Desde la Psicología Cognitivo-Conductual hasta la Psicología Tradicional, adaptándonos a la naturaleza, necesidades y condiciones de nuestros pacientes desde 1992.

sábado, 8 de marzo de 2025

Il pianista sull’osceno


Il pianista sull’osceno 

Bisogna riconoscere a chi organizza e gestisce le trame della politica occidentale un notevole, per quanto macabro e beffardo, senso dell’umorismo; in linea con la volontà malefica di strafare, stravincere e andare oltre il successo immediato e il risultato temporaneo; arrivando a demolire un intero condominio per colpire un singolo individuo; oppure mandando in rovina e riducendo alla fame un intero popolo, per salvare banche e ribadire astratti vincoli economici; essendo la “misura” totalmente preclusa a certe entità, e a quelle del caos in particolare. Non si spiega altrimenti l’idea di assegnare a un personaggio impresentabile come Volodymyr Zelensky la guida dell’Ucraina, permettendogli di mandare allo sbaraglio il suo paese contro il gigante russo, sprofondandolo in abissi di massacri morte e distruzione, a difesa dell’indifendibile. Col contemporaneo trascinamento dell’Europa in una gigantesca e irrimediabile crisi economica politica e reputazionale, una volta che questa si è impegnata, sconsideratamente, ad assecondare in ogni richiesta il comico ucraino.

Troppo a lungo è durata la tragica farsa che ha presentato costui come un cavaliere senza macchia e senza paura, intento a difendere la sua e la nostra libertà. Dovunque invitato e riverito, gli hanno lasciato credere che fosse la sua persona a contare qualcosa, e che i vergognosi provvedimenti presi contro la Russia (dalla discriminazione di artisti, scrittori e atleti, all’indegno rifiuto di una bottiglietta d’acqua ad una ragazza russa all’Aeroporto di Fiumicino), servissero a sostenere la causa ucraina; quando, in realtà, lo si usava come un corpo contundente impugnato dalla NATO. Così l’elegantone ha finito per identificarsi col ritratto che gli hanno cucito addosso, pensando che i baci e gli abbracci che gli arrivavano da ogni parte fossero indirizzati alla sua persona, e tributassero un sincero apprezzamento al suo miserabile ego.

Del resto, la tanto decantata democrazia UE è sempre stata una ipocrita finzione, derogata all’occorrenza ogni volta che serviva, colpendo e mettendo in discussione le libertà fondamentali della persona (eterna vendetta grida il “Non si invochi la libertà per non vaccinarsi!”), rincorrendo scelte ideologiche e provvedimenti insensati, da imporre perché ce lo chiedeva l’Europa. Al punto che gli eventuali attacchi russi a questa putrescente democrazia sarebbero perfino auspicabili, in quanto “negazione di una negazione”, e quindi affermazione positiva e liberatrice. L’unica salvezza per gli europei essendo quella di liberarsi una volta per tutte dell’istituzione UE e della Commissione che la presiede: gabbia burocratica impegnata unicamente a curare gli interessi degli usurai, col conseguente impoverimento morale e materiale degli impotenti sudditi; molestati, per giunta, con genderismi e frociaggini vari, tappi di plastica che non si staccano e follie alimentari d’ogni tipo.

E la regia di questa messa in scena e di questa finta rappresentazione, più che negli Stati Uniti d’America, va cercata in Inghilterra, da sempre impegnata a contrastare e combattere la Russia (dallo sterminio dei Romanov per mano della canaglia bolscevica, al boicottaggio di ogni tentativo di trattativa tra Mosca e Kiev nell’attuale conflitto); la testa del serpente essendo da sempre ossessionata dalla realizzazione, in un’ottica eurasiatica, dell’unione di Russia ed Europa continentale, che, una volta messe insieme, avrebbero il controllo del cuore geopolitico mondiale (l’Heartland teorizzato da Mackinder), e quindi il dominio planetario, con effetti immediati su Medioriente e Africa, sui quali eserciterebbero una forte attrazione politica economica e culturale; costringendo la Gran Bretagna a mendicare col cappello in mano sul bagnasciuga di Calais, e relegando gli USA al di là dell’Atlantico, a trangugiare hamburger e Coca Cola.

Non si può negare che Biden abbia svolto il lavoro sporco, gettando benzina (ed armamenti) sul fuoco, seguito dai servili zombi europei, prolungando così il massacro e la scomparsa di intere generazioni di giovani ucraini, nell’esclusivo interesse statunitense: gli unici ad aver raggiunto tutti gli obiettivi che si erano prefissati. Ora il testimone è in mano a Trump, che comincia a passare all’incasso, mostrando di voler ristabilire normali relazioni con Putin, e scaricare definitivamente il comico di Kiev: il quale ha recitato diligentemente la parte che gli era stata assegnata, e non vede l’ora di andarsi a godere in un luogo sicuro il malloppo accumulato.

Quindi, sembrerebbe che alla fine tutti vivranno felici e contenti (a parte le migliaia di inutili morti!); ma resta l’interrogativo sul “guadagno” reale dell’Europa, che ha recitato la parte più vergognosa e ignobile, assumendosi la responsabilità di servire un progetto che andava contro i suoi stessi interessi, essendo guidata (!) da una classe politica priva di dignità e di autonomia decisionale; fiancheggiata nella menzogna dai mezzi d’informazione asserviti (uno per tutti: La – “Ha vinto Kamala” – Repubblica), facendo ricorso, ancora una volta, ai soliti strumenti ed alle solite tecniche di manipolazione già utilizzati per altre “emergenze”: col termine “putiniano” equiparato a “novax”, “negazionista climatico” e “omofobo”, oltre che, non c’è bisogno di dirlo, “fascista”. Da questi masnadieri è stato perfino imposto all’unisono il cambiamento di pronuncia del nome Kiev, ripetuto a pappagallo in tutte le trasmissioni televisive e su tutti i mezzi d’informazione, all’unanimità; com’era già avvenuto durante la pandemia per la promozione del salvifico saluto col gomito, in alternativa alla mortifera stretta di mano.

Se non si fa parte di una di queste combriccole, bisogna veramente essere ciechi, oppure aver rinunciato a pensare con la propria testa, per non rendersi conto che dietro ad ogni emergenza propinata c’è sempre un interesse economico e il tornaconto di multinazionali, ognuna nel suo settore specifico: farmaceutico, militare, climatico,  energetico, eccetera. Anche se quello economico sembrerebbe essere solo un interesse collaterale, un sovrappiù, un “rimborso spese”, rispetto al perseguimento di una mutazione epocale del modo d’essere e di pensare dell’umanità, in chiave transumanista e in linea con quanto previsto dalle agende compilate direttamente dai nemici dell’uomo. Sotto qualunque sigla o club essi si celino.

Per quanto riguarda l’Ucraina, sembrerebbe che i venti di guerra siano destinati a svanire, e che, nell’intenzione dell’amministrazione Trump, si possa arrivare a breve al cessate il fuoco. E se sul rispetto dei trattati da parte americana, bisognerebbe sentire i discendenti di Toro Seduto, Geronimo e Cavallo Pazzo; non possono nemmeno essere dimenticati alcuni precedenti, come l’affondamento del Lusitania che trascinò l’America nella Prima Guerra Mondiale, e l’attacco giapponese a Pearl Harbour che la tirò dentro la Seconda Guerra Mondiale; per non dire dell’11 Settembre e dell’attentato alle Torri Gemelle, con ciò che ne è seguito; a dimostrazione della capacità di determinati ambienti di saper toccare i tasti giusti per innescare nell’infantilismo yankee i soliti riflessi condizionati, che li inducono a scendere in campo con tutta la loro forza bruta, per difendere, ogni volta, libertà e democrazia, sempre minacciate dal nemico di turno.

E intanto, nell’attesa che i guerrafondai decidano il nostro destino e quello dei nostri, futuri, morti, la UE provvede a riarmarsi, stanziando miliardi sottratti ai bisogni reali della popolazione, per continuare a sfidare e provocare Putin. Con la gestione diretta dell’armamento miliardario da parte della von der Leyen… tramite sms!

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