Psicología

Centro MENADEL PSICOLOGÍA Clínica y Tradicional

Psicoterapia Clínica cognitivo-conductual (una revisión vital, herramientas para el cambio y ayuda en la toma de consciencia de los mecanismos de nuestro ego) y Tradicional (una aproximación a la Espiritualidad desde una concepción de la psicología que contempla al ser humano en su visión ternaria Tradicional: cuerpo, alma y Espíritu).

“La psicología tradicional y sagrada da por establecido que la vida es un medio hacia un fin más allá de sí misma, no que haya de ser vivida a toda costa. La psicología tradicional no se basa en la observación; es una ciencia de la experiencia subjetiva. Su verdad no es del tipo susceptible de demostración estadística; es una verdad que solo puede ser verificada por el contemplativo experto. En otras palabras, su verdad solo puede ser verificada por aquellos que adoptan el procedimiento prescrito por sus proponedores, y que se llama una ‘Vía’.” (Ananda K Coomaraswamy)

La Psicoterapia es un proceso de superación que, a través de la observación, análisis, control y transformación del pensamiento y modificación de hábitos de conducta te ayudará a vencer:

Depresión / Melancolía
Neurosis - Estrés
Ansiedad / Angustia
Miedos / Fobias
Adicciones / Dependencias (Drogas, Juego, Sexo...)
Obsesiones Problemas Familiares y de Pareja e Hijos
Trastornos de Personalidad...

La Psicología no trata únicamente patologías. ¿Qué sentido tiene mi vida?: el Autoconocimiento, el desarrollo interior es una necesidad de interés creciente en una sociedad de prisas, consumo compulsivo, incertidumbre, soledad y vacío. Conocerte a Ti mismo como clave para encontrar la verdadera felicidad.

Estudio de las estructuras subyacentes de Personalidad
Técnicas de Relajación
Visualización Creativa
Concentración
Cambio de Hábitos
Desbloqueo Emocional
Exploración de la Consciencia

Desde la Psicología Cognitivo-Conductual hasta la Psicología Tradicional, adaptándonos a la naturaleza, necesidades y condiciones de nuestros pacientes desde 1992.

martes, 19 de febrero de 2019

Gian Giuseppe Filippi, Recensione di: Svāmī Karpātrī, Symboles du monothéisme hindou: Le Liṅga et la Déesse.

Gian Giuseppe Filippi Svāmī Karpātrī, Symboles du monothéisme hindou: Le Liṅga et la Déesse Prefazione dello Jagadguru Śaṃkarācārya Svāmī Śrī Svarūpānanda Sarasvatī, trad. e cur. di Jean-Louis Gabin e Gianni Pellegrini, Paris, éd. du Cerf, 2013. Questo paziente lavoro di critica e di traduzione nasce da una necessità di fare chiarezza. Il promotore di una tale impresa, il Dr. Gabin, ha avuto il merito e il coraggio di denunciare in un precedente libro (L’Hindouisme Traditionnel et l’interprétation d’Alain Daniélou, Paris, éd du Cerf, 2010) le spudorate falsificazioni di Daniélou nelle sue traduzioni degli scritti di Svāmī Karpātrī. Il libro che qui recensiamo vuole restituire i loro vero senso a due lunghi articoli dello Svāmījī: si tratta de “Il segreto del culto del Liṅga (Liṅgopāsanārahasya)” e de “Il principio della Gloriosa Dea (Śrī Bhagavatātattva)”. Con estrema puntualità in nota sono riportate le numerosissime alterazioni, mutilazioni, e falsificazioni operate da Daniélou nelle sue traduzioni in inglese e francese. Quest’azione di demolizione del testo karpatriano può essere sintetizzata in questi punti principali: 1) L’Induismo è una religione politeista che ignora l’esistenza di un Principio divino unico. 2) L’Induismo è una religione composta da un essoterismo, il Vedismo, e da un esoterismo, lo Śivaismo. 3) Il Vedismo è una ottusa religione ritualistica portata in India dall’invasione ārya (o ariana, indoeuropea). 4) Lo Śivaismo, espressione della popolazione dravidica, è fonte della Conoscenza esoterica suprema. 5) La Conoscenza esoterica suprema (cioè la Voluttà) è raggiungibile attraverso una via di lussuria, principalmente per mezzo del culto del fallo. 6) Lo stesso fallo è la reale persona di Śiva. 7) Śiva è tamas, il principio tenebroso dell’ignoranza. Tutte queste affermazioni sono contraddette ripetutamente e con estrema precisione dallo Svāmī Karpātrī. Perciò la traduzione dei due articoli ha costretto Daniélou a un continuo intervento mistificatore. Considerando che Alain Daniélou era stato accettato come discepolo dal celebre saṃnyāsin, ci si chiederà chi e cosa lo abbia spinto a intraprendere una simile azione contro-tradizionale. Certamente i legami con la Società Teosofica possono dare una risposta parziale. Tuttavia, considerando che Svāmī Hariharānanda Sarasvatī Karpātrījī, Guru di Advaita Vedānta e di Śrī Vidyā, ha svolto nel XX secolo una funzione di restauratore dell’intero Sanātana Dharma, il burattinaio di Daniélou andrebbe ricercato in un qualche ambiente ben più temibile. Il tradimento del pensiero del suo Guru rende inoltre inaffidabili tutti gli scritti del musicologo francese. D’altra parte, come si può definire un dīkṣita che consapevolmente distorce e rovescia gli insegnamenti ricevuti? La via iniziatica śākta nota come Śrī Vidyā, è l’insegnamento intellettualmente più elevato della tradizione tantrica. Infatti esso fu insegnato anche dall’Ādi Śaṃkarācārya e da allora è trasmesso, assieme all’Advaita Vedānta, presso tutti i pīṭha śaṃkariani. Śrī Vidyā comprende tre livelli iniziatici: il primo è quello della Pūjā, che i discepoli compiono nelle loro riunioni (satsaṅga), il cui scopo principale è l’ottenimento di benefici in questa vita e la purificazione del proprio veicolo corporeo; il secondo è quello del mantra che ognuno compie meditando singolarmente e che comporta una purificazione della propria individualità, in particolare del proprio organo interno (antaḥkāraṇa). Il terzo livello è quello del Vedānta, con il quale si aspira al mokṣa. In quest’ultimo caso l’iniziato potrà continuare a utilizzare il simbolismo e il linguaggio śākta. Oppure potrà assumere direttamente la dottrina advaita. I due trattati tradotti in questo libro esprimono i due livelli più elevati. Il Liṅgopāsanārahasya esprime in modo limpido la dottrina mantrica di Śrī Vidyā, mentre il Śrī Bhagavatātattva si apre alla prospettiva vedāntica, raggiungendo infine livelli ineffabili di metafisica pura. Il contenuto delle pagine 159-161, certamente di non facile lettura, si spinge fino agli estremi limiti della formulazione dottrinale in linguaggio umano. Queste tre pagine sublimi basterebbero a rendere straordinario l'intero libro. Si tratta di una pubblicazione che, mondata dalle profanazioni di Daniélou, rappresenta un vero gioiello come supporto di riflessione per i cercatori della conoscenza. Poiché certamente una tale pubblicazione sarà meritevole di ripubblicazione, ci permettiamo di segnalare qualche piccola imperfezione che potrà essere corretta: upāsanā, “culto”, in ambito iniziatico, significa meditazione su un simbolo (liṅgopāsanā); manas, la mente, non può mai essere tradotto con “spirito”; lakṣaṇā, sarebbe meglio tradurla con “metafora”; prātibhāsika sattā, non è un errore della percezione ma della mente. Infine, talvolta guṇa è trattato come se fosse femminile. Indipendentemente da questi piccoli refusi, consigliamo vivamente i nostri lettori francofoni di procurarsi questo libro e di utilizzarlo come supporto conoscitivo. Ci permettiamo anche di ricordare rispettosamente ai Guru tradizionali che ci leggono, di valutare con estrema attenzione gli aspiranti occidentali. Dal sito: http://bit.ly/2IoLnFQ ScienzaSacra - Artículo*: Pietro - Más info en psico@mijasnatural.com / 607725547 MENADEL Psicología Clínica y Transpersonal Tradicional (Pneumatología) en Mijas Pueblo (MIJAS NATURAL) *No suscribimos necesariamente las opiniones o artículos aquí enlazados
Gian Giuseppe Filippi Svāmī Karpātrī, Symboles du monothéisme hindou: Le Liṅga et la Déesse Prefazione dello Jagadguru ...

- Enlace a artículo -

Más info en psico@mijasnatural.com / 607725547 MENADEL Psicología Clínica y Transpersonal Tradicional (Pneumatología) en Mijas y Fuengirola, MIJAS NATURAL.

(No suscribimos necesariamente las opiniones o artículos aquí presentados)

No hay comentarios:

Publicar un comentario