La debolezza è la convinzione abituale d’essere deboli; esser deboli vuol dire ignorare che ogni uomo ha acesso alla forza, a qualunque forza esista. La forza non è un privilegio dei forti, ma una potenzialità di ciascun uomo; il problema sta nel trovare l’acesso a quella forza. Essere deboli vuol dire essere passivamente sottoposti alla durata; essere forti equivale a essere attivamente liberi nell’istante, nell’Eterno Presente. Essere deboli equivale a cedere a delle pressioni, e si cede a delle pressioni poiché non si vedono gli effetti nelle cause. Il peccato è una causa, il castigo è l’effetto concordante. L’uomo è debole giacché manca di fede; la sua fede è astratta, ipocrita e inoperante; egli crede al Cielo e all’Inferno, ma agisce quasi che non ci credesse. Ora noi dobbiamo fuggire il male come fuggiremmo un fuoco che vedessimo avventarsi su di noi, e dobbiamo aggrapparci al bene come ci attaccheremmo a un’oasi che scorgessimo in mezzo a un deserto. (Frithjof Schuon, La Trasfigurazione dell’Uomo, Edizioni Mediterranee, Italia, 2016, p. 113. Foto: Toro Seduto, in inglese Sitting Bull, in Lakota – Tatanka Yotanka.) Artículo*: AQ Más info en psico@mijasnatural.com / 607725547 MENADEL (Frasco Martín) Psicología Clínica y Tradicional en Mijas Pueblo (MIJAS NATURAL) *No suscribimos necesariamente las opiniones o artículos aquí compartidos. No todo es lo que parece.
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