Psicología

Centro MENADEL PSICOLOGÍA Clínica y Tradicional

Psicoterapia Clínica cognitivo-conductual (una revisión vital, herramientas para el cambio y ayuda en la toma de consciencia de los mecanismos de nuestro ego) y Tradicional (una aproximación a la Espiritualidad desde una concepción de la psicología que contempla al ser humano en su visión ternaria Tradicional: cuerpo, alma y Espíritu).

“La psicología tradicional y sagrada da por establecido que la vida es un medio hacia un fin más allá de sí misma, no que haya de ser vivida a toda costa. La psicología tradicional no se basa en la observación; es una ciencia de la experiencia subjetiva. Su verdad no es del tipo susceptible de demostración estadística; es una verdad que solo puede ser verificada por el contemplativo experto. En otras palabras, su verdad solo puede ser verificada por aquellos que adoptan el procedimiento prescrito por sus proponedores, y que se llama una ‘Vía’.” (Ananda K Coomaraswamy)

La Psicoterapia es un proceso de superación que, a través de la observación, análisis, control y transformación del pensamiento y modificación de hábitos de conducta te ayudará a vencer:

Depresión / Melancolía
Neurosis - Estrés
Ansiedad / Angustia
Miedos / Fobias
Adicciones / Dependencias (Drogas, Juego, Sexo...)
Obsesiones Problemas Familiares y de Pareja e Hijos
Trastornos de Personalidad...

La Psicología no trata únicamente patologías. ¿Qué sentido tiene mi vida?: el Autoconocimiento, el desarrollo interior es una necesidad de interés creciente en una sociedad de prisas, consumo compulsivo, incertidumbre, soledad y vacío. Conocerte a Ti mismo como clave para encontrar la verdadera felicidad.

Estudio de las estructuras subyacentes de Personalidad
Técnicas de Relajación
Visualización Creativa
Concentración
Cambio de Hábitos
Desbloqueo Emocional
Exploración de la Consciencia

Desde la Psicología Cognitivo-Conductual hasta la Psicología Tradicional, adaptándonos a la naturaleza, necesidades y condiciones de nuestros pacientes desde 1992.

domingo, 10 de diciembre de 2017

'Abd Al-Qâdir al-Jazâ'irî, L’attribuzione degli atti a Dio e al servitore (Mawqîf 50)

'Abd Al-Qâdir al-Jazâ'irî L’attribuzione degli atti a Dio e al servitore* *Mawqîf 50 Dio ha detto: “Non siete voi che li avete uccisi; Dio li ha uccisi”.[1] Sappi che l’attribuzione dell’atto che a prima vista emana dalla creatura è compiuta più volte sia nel Libro sia nelle tradizioni. A volte l’atto è attribuito alla creatura; a volte a Dio con il concorso del servitore; altre al servitore con il concorso di Dio. È attribuito a Dio per il fatto che Egli è l’Esistenza reale e dunque il vero agente. È attribuito alla creatura per il fatto che apparentemente essa è all’origine dell’atto. È attribuito a Dio con il concorso della creatura per il fatto che essa è lo strumento dell’azione, così come lo strumento del carpentiere o quello del forgiatore. Ma l’agente è colui che compie (l’azione) non lo strumento. È attribuito alla creatura con il concorso di Dio per il fatto che la creatura è a un tempo il supporto della manifestazione e fa da determinazione al reale. Ora il Reale è invisibile, mentre la creatura è visibile. L’azione della creatura, in realtà, che essa sia animale, umana, angelica o altro, è ad un tempo e sotto lo stesso rapporto azione di Dio e azione della creatura, senza che vi sia confusione o unione. In effetti, la creatura, che essa sia chiamata uomo o altrimenti, comporta un aspetto apparente e un aspetto nascosto. Il suo aspetto nascosto si riferisce all’Esistenza reale; il suo aspetto apparente si riferisce alla forma sensibile che regge le predisposizioni immutabili e i loro stati, ossia le idee pure che si manifestato in una forma sensibile come saranno formate il giorno della resurrezione e durante la vita intermedia dell’istmo, in quanto forme sensibili che possono parlare e che si possono misurare, secondo ciò che è menzionato nelle tradizioni autentiche. Colui che non ha che una percezione sensibile dirà che l’azione è da attribuire al servitore; e significa con ciò necessariamente la sua forma apparente, limitata e determinata. Colui la cui percezione si limita a riconoscere che la perfezione e la potenza dell’atto non appartengono che a Dio dice che l’azione spetta a Dio; e significa necessariamente con ciò la realtà nascosta e, secondo lui, la forma composta e sensibile non è presa in considerazione che sotto l’aspetto dell’acquisizione dell’atto.[2] Le due scuole considerano che il Reale è contemporaneamente distinto e separato dal servitore e tuttavia legato a lui. Ed è sicuro che, secondo un certo punto di vista del servitore, il Reale non può evitare questo. Colui che è un perfetto conoscitore delle realtà e che possiede entrambi i punti di vista, dice che l’azione procede da Dio, pur rimanendo un’azione del servitore, e che essa perviene al servitore, pur rimanendo un’azione del Maestro. Dato che, nella stessa realtà, non vi è che l’Esistenza reale che si manifesta secondo le leggi dei prototipi immutabili, queste leggi sono delle relazioni concettuali all’Esistenza che è velata da esse.[3] Essa prende il nome di servitore e di creatura e, a questo grado, essa è dotata dei loro attributi. Tale è la manifestazione dell’Esistenza reale. Ciò che è sorprendente, è che, per essa, manifestarsi equivale a velarsi e che velarsi equivale a manifestarsi. Gli spiriti sono accecati in questa teofania: le loro conoscenze sono contraddittorie ed erronee in tutto ciò che dicono a proposito della libertà umana, della predestinazione divina, dell’acquisizione dell’atto da parte dell’uomo e della parte relativa alla scelta umana. Le conoscenze sono inutili per andare avanti, per operare la verifica, per eliminare i dissensi e per fare le distinzioni necessarie. Il nostro imâm e maestro, Abû Hâmid al-Ghazâlî,[4] ha detto che la difficoltà dell’attribuzione a Dio o al servitore dell’atto che procede dal servitore non è risolta né dalla rivelazione, ossia, da una prova della Legge rivelata, né da una prova della ragione né per mezzo dello svelamento. Quanto a noi, Dio sia benedetto, questa difficoltà ci è stata risparmiata grazie allo svelamento, benché sappiamo in modo certo che lo svelamento in favore dello shaykh fosse molto più perfetto ed elevato, senza comparazione alcuna tra noi e lui. Dio solo sa quale fu il desiderio di vedere dello shaykh! [1] Corano 8, 17. Questo versetto è ugualmente commentato in Mawqîf 1, 2, 75, 100, 102, 104, 137, 170 e 193. [2] Famosa teoria ash’arita del kasb/iktisâb che l’autore, d’altra parte, ritiene assurda e incomprensibile (vedere Mawqîf 65). [3] Vedere a questo proposito Mawqîf 15 dove è sviluppato il gioco delle relazioni tra l’apparente e il nascosto, l’inesistente e il Reale. [4] Teologo, giurista, pensatore, mistico e riformatore religioso nato a Tûs nel 450/1058 e morto nel 505/1111. autore della Ihyâ’ ‘ulûm al-dîn e del Munqidh min al-dalâl. ScienzaSacra - Artículo*: Pietro - Más info en psico@mijasnatural.com / 607725547 MENADEL Psicología Clínica y Transpersonal Tradicional (Pneumatología) en Mijas y Fuengirola, MIJAS NATURAL *No suscribimos necesariamente las opiniones o artículos aquí enlazados
 

- Enlace a artículo -

Más info en psico@mijasnatural.com / 607725547 MENADEL Psicología Clínica y Transpersonal Tradicional (Pneumatología) en Mijas y Fuengirola, MIJAS NATURAL.

(No suscribimos necesariamente las opiniones o artículos aquí presentados)

No hay comentarios:

Publicar un comentario