
Si può facilmente affermare che esistono due possibili forme di censura, due opzioni apparentemente opposte, entrambe utili a limitare e contenere gli effetti dirompenti di determinate notizie. La prima, la più usata, consiste nell’ignorare totalmente certi fatti e il loro sviluppo, nel far finta, cioè, che la notizia semplicemente non esista; visto il ruolo decisivo svolto dai mezzi d’informazione nel confermare o meno la realtà di un avvenimento. Se a parlarne sono i giornali o la televisione, la cosa è reale, altrimenti essa rimane nel limbo del taciuto o, al massimo, sussurrato.
L’alternativa è quella di eccedere nell’informazione («troppa informazione, uguale nessuna informazione»), tramite un bombardamento continuo di notizie che si fa fatica ad assimilare e valutare con attenzione e al cui passo non si riesce a stare; ricevendo impressioni sfumate e indistinte, senza alcuna possibile messa a fuoco e senza un’analisi precisa dei fatti descritti, senza una visione chiara e senza alcun approfondimento. Da cui la generale mancanza d’attenzione e la totale superficialità di giudizio della maggior parte delle persone.
Se di recente si è straparlato del caso Epstein, tacendo, al contempo, aspetti non secondari della vicenda, a cominciare dai nomi di buona parte dei personaggi coinvolti (applicazione estrema della cancel cultur!), dando un colpo al cerchio e uno alla botte del contenuto informativo, si è di fatto evitato di affrontare fino in fondo e in maniera chiara e comprensibile i risvolti reali di questa torbida vicenda.
Alcune figure dello schieramento contrario alla narrazione ufficiale – non sempre equilibrate nei giudizi e dalla fantasia particolarmente “vivace” – si sono impegnate a svelare i risvolti più segreti della vicenda. Ognuno in coerenza con le proprie fissazioni particolari e con la corrente di pensiero seguita; eccedendo nel considerare positivamente tali rivelazioni, fino a ricorrere a sommarie e parziali ricostruzioni demonologiche. Facendo, in questo modo, un’involontaria propaganda e promozione a poteri tenebrosi realmente esistenti, finendo per offrire un diretto contributo al clima di confusione generale; senza cavare un ragno dal buco. E, soprattutto, senza chiedersi mai perché tali notizie vengono divulgate proprio ora.
Ma davvero si è disposti a credere che un potere così esteso si faccia scoprire e sputtanare per un “atto notarile” , l’esibizione di documenti scritti e filmati compromettenti? Ad essere in questo caso svergognate, saranno solo figure marginali, sacrificabili e di nessun valore.
E, comunque, non c’era sicuramente bisogno di questi files e del loro brutale e ripugnante contenuto per confermare la “pessima” opinione che si ha delle attuali classi dirigenti, avendo a disposizione – chi si rifà alle dottrine tradizionali – tutti gli strumenti necessari per individuare e smascherare l’anima malvagia di questi tempi, e il loro fondamento malefico e inumano.
Allo stesso modo dei sacramenti religiosi, che non si riducono a semplici cerimonie simboliche, a mere celebrazioni prive di effetti reali, l’essere immersi in una corrente psichica collettiva, aggregandosi alla “compagnia” messa insieme da Epstein (o da chi gli stava sopra e lo manovrava), ha inevitabilmente comportato un cambiamento di livello della loro coscienza, i cui effetti discendenti e distruttivi vanno ben oltre il soddisfacimento di vizi e perversioni personali.
Ma qui, come detto, sembra che si abbia a che fare con elementi secondari e non particolarmente dotati. Appartenenti, certo, all’alta finanza, al potere politico, alla cultura e allo spettacolo, cioè ai presunti vertici della società attuale, ma non per questo in grado di mostrare una “preparazione” adeguata, le opportune “conoscenze” e una “dottrina” di riferimento, per quanto oscura e malefica, che possa assicurar loro una posizione elevata.
Se ciò venisse confermato, escluderebbe di fatto un uso strumentale cosciente delle inversioni delle forme religiose, e quindi del satanismo vero e proprio. Nella sua malefica essenza. Forse, semmai, qui ci si trova di fronte ad apprendisti stregoni i quali, proprio per la loro conclamata dipendenza da sesso e denaro, non potranno mai aspirare agli alti gradi della gerarchia controiniziatica: dove il distacco ed il controllo, fino alla spietatezza più assoluta, non sono minori di quelli richiesti ed esercitati (in questo caso a fin di bene e secondo pietas) dagli asceti e dai mistici tradizionali. Per quanto il clima psichico in cui si trova a vivere l’uomo moderno, può essere comunque propizio ad un processo discendente di questo tipo.
Perché alla fine del ciclo, ciò che per l’uomo della tradizione costituiva un elemento di liberazione, mediante l’ascesa progressiva lungo i gradi interiori, secondo la fisiologia occulta e sottile del supporto materiale; sciogliendosi i nodi e superandosi i vincoli del desiderio sessuale, dei palpiti del cuore e dell’orgoglio intellettuale; diventa per l’uomo discentrato l’occasione per uno scatenamento di energie malefiche e negative, nonché la scaturigine di vere e proprie ossessioni: l’ossessione sessuale, l’ossessione egoistica, l’ossessione del potere freddo e distruttivo, l’ossessione della superbia intellettuale e l’arroganza della ricchezza materiale.
L’uomo, una volta privato delle difese spirituali, finisce per essere dominato dalle pulsioni che provengono dal basso, oramai prive di ogni limite o remora, fosse pure solo quella morale. È, come ci ricorda Evola citando Cumont, la medesima dimensione degli animali immondi che corrono a divorare «le “spighe di vita” che, in luogo di sangue, scaturiscono dalla ferita del toro colpito da Mithra», a prendere il sopravvento. In questo modo si scende al di sotto della condizione umana, rendendosi accessibili ad influenze su cui non si è in grado di esercitare alcun potere o controllo.
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