
<p><img src="https://www.heliodromos.it/wp-content/uploads/2026/06/Ipocrita-democrazia.jpg" alt="Ipocrita democrazia" width="731" height="513"></p>
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<p>Quando la vostra schifosa e ipocrita democrazia smetterà di celebrare ad ogni evento, ad ogni tumulto, ad ogni contestazione, la retorica dell’antifascismo e vigerà la libertà di considerare anche coloro che si richiamano al fascismo, di attribuire ai loro caduti pari dignità…</p>
<p>Quando saranno celebrati ufficialmente non solo le vittime del nazi-fascismo, ma anche le vittime dell’epurazione condotta dai partigiani, odiosa perché attuata a guerra conclusa, infame perché attuata su militari che si erano arresi e civili inermi e doppiamente vergognosa per aver ottenuto, quando le prove dei loro misfatti risultavano schiaccianti, l’impunità e la protezione, sfuggendo alla giustizia…</p>
<p>Quando le vittime delle foibe non saranno minimizzate né contestate, quando gli eccidi di Porzus, Codevigo, di Oderzo, di Schio, ecc., saranno impaginati nei libri di storia e ciascuno potrà decidere liberamente da che lato schierarsi…</p>
<p>…forse solo allora, spariranno le divisioni e l’odio inutile tra due mondi che tornerebbero a manifestare il proprio pensiero senza pregiudizi.</p>
<p>Sappiamo come la sinistra oggi fa la voce grossa grazie alla patente di rispettabilità che, dalla fine del ’45, si è costruita sulle menzogne e sull’occultamento delle stragi compiute. Ma i meriti del perdurare di questa gigantesca impostura sono dovuti alla sua capillare organizzazione, alla fitta rete di connivenze politiche che unisce l’intera area di sinistra, i sindacati, l’ANPI, l’ANED, con la tacita approvazione di parte della magistratura, quella che conta; e, non ultimo, agevolati dal complice silenzio dell’intera area di destra, sempre più preoccupata di mantenere le distanze dal fascismo, e pronta a tagliare ogni legame residuo con i suoi valori più profondi.</p>
<p><strong>I fatti</strong>. Domenica 14 giugno è stato organizzato un corteo nella Capitale, per lanciare una raccolta firme e un segnale forte contro l’intollerabile silenzio delle autorità, il minimalismo dei giudici di fronte ai dilaganti episodi di criminalità e il buonismo ipocrita delle organizzazioni “umanitarie” che, nel cavalcare con l’avvallo delle istituzioni la ricerca di una coabitazione tra migranti e autoctoni, sono pronte a giustificare ogni atto criminale di quelli, tacciando di razzismo chiunque osi puntare il dito verso costoro. Tale difesa a oltranza vien estesa anche nei confronti dei migranti privi di regolare permesso, spesso recidivi da precedenti condanne penali, a volte anche in possesso di decreto di espulsione, sempre contestato dalle ONG.</p>
<p><strong>La risposta</strong>. Il <em>Manifesto</em> alla stupidità liquida con sufficienza la manifestazione, che ha riunito varie sigle politiche di destra sul tema della remigrazione, e ne sottolinea gli aspetti più “folkloristici” le braccia tese, il grido «Viva il Duce», mentre il <em>Fatto Quotidiano</em> rimarca che «<em>…è questo il dato più allarmante; che si esibisca il sentimento fascista senza più imbarazzo, alla luce del giorno, in un corteo autorizzato</em>».</p>
<p>La stampa, come al solito, non prova a confutare la tematica in questione, ma si concentra sulla necessità di una vigilanza antifascista, e accomuna premeditatamente il tema della remigrazione alle passate deportazioni del periodo bellico, istigando vigliaccamente gli extracomunitari a far valere le loro “ragioni”.</p>
<p><strong>La conclusione</strong>. Si accusa di totalitarismo un sistema che è morto e sepolto da 80 anni, mentre si assumono atteggiamenti di intolleranza e di arbitraria persecuzione di fronte a qualsiasi iniziativa sia portatrice di tematiche contrarie alla narrativa ufficiale, dimostrandosi più feroci dei loro avversari di sempre; ma, in fondo, la sinistra non ha mai saputo sostenere un confronto se non minacciando e perseguitando. Il loro concetto di “democrazia” è previsto solo entro il proprio perimetro ideologico, al di fuori esistono solo nemici; una singolare affinità con un certo avamposto di democrazia, baluardo dell’occidente che USA difendersi rovesciando sugli “altri” ferro e fuoco.</p>
<p>In questi tempi bui osserviamo con interesse un graduale risveglio dei popoli, che sembrano acquisire consapevolezza degli schieramenti in campo e dell’efferatezza dei crimini commessi dall’Occidente a targa USRAELE; la loro arroganza, la potenza che ostentano e la superiorità tecnologica non dureranno all’infinito, perché sono fondate sull’iniquità, e un giorno si afflosceranno come statue di cartapesta, sferzate dalla pioggia liberatrice o arrotolate da un rogo purificatore.</p>
<p><strong>BarCa</strong></p>
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