Psicología

Centro MENADEL PSICOLOGÍA Clínica y Tradicional

Psicoterapia Clínica cognitivo-conductual (una revisión vital, herramientas para el cambio y ayuda en la toma de consciencia de los mecanismos de nuestro ego) y Tradicional (una aproximación a la Espiritualidad desde una concepción de la psicología que contempla al ser humano en su visión ternaria Tradicional: cuerpo, alma y Espíritu).

“La psicología tradicional y sagrada da por establecido que la vida es un medio hacia un fin más allá de sí misma, no que haya de ser vivida a toda costa. La psicología tradicional no se basa en la observación; es una ciencia de la experiencia subjetiva. Su verdad no es del tipo susceptible de demostración estadística; es una verdad que solo puede ser verificada por el contemplativo experto. En otras palabras, su verdad solo puede ser verificada por aquellos que adoptan el procedimiento prescrito por sus proponedores, y que se llama una ‘Vía’.” (Ananda K Coomaraswamy)

La Psicoterapia es un proceso de superación que, a través de la observación, análisis, control y transformación del pensamiento y modificación de hábitos de conducta te ayudará a vencer:

Depresión / Melancolía
Neurosis - Estrés
Ansiedad / Angustia
Miedos / Fobias
Adicciones / Dependencias (Drogas, Juego, Sexo...)
Obsesiones Problemas Familiares y de Pareja e Hijos
Trastornos de Personalidad...

La Psicología no trata únicamente patologías. ¿Qué sentido tiene mi vida?: el Autoconocimiento, el desarrollo interior es una necesidad de interés creciente en una sociedad de prisas, consumo compulsivo, incertidumbre, soledad y vacío. Conocerte a Ti mismo como clave para encontrar la verdadera felicidad.

Estudio de las estructuras subyacentes de Personalidad
Técnicas de Relajación
Visualización Creativa
Concentración
Cambio de Hábitos
Desbloqueo Emocional
Exploración de la Consciencia

Desde la Psicología Cognitivo-Conductual hasta la Psicología Tradicional, adaptándonos a la naturaleza, necesidades y condiciones de nuestros pacientes desde 1992.

miércoles, 16 de septiembre de 2026

Il consumo del petrolio, l’ambiente, il mutare del clima


<p><img src="https://www.heliodromos.it/wp-content/uploads/2026/09/diluvio-arca-noe.webp" alt="Il consumo del petrolio, l’ambiente, il mutare del clima" width="656" height="450"></p> <p> </p> <h6><strong>Questo articolo del compianto Giuseppe Acerbi avrebbe dovuto essere pubblicato – dopo una fugace apparizione, sotto pseudonimo, sul sito <em>Indymedia </em>– sulla versione cartacea della nostra rivista <em>Heliodromos</em>, di cui egli fu un puntuale e qualificato collaboratore; ma, per tutta una serie di circostanze, all’epoca non fu possibile dar seguito al progetto, per cui rimediamo a quella mancanza proponendolo ora in questo spazio. Infatti, per quanto datato risalendo all’Estate del 2002, il testo risulta se possibile ancora più attuale ed “efficace” di allora, vista l’“ansia climatica” che sembra aver preso tutti quanti, diffusa scientemente da parte di determinati ambienti che già l’Autore aveva a suo tempo smascherato. Proponendo egli, fra l’altro, un’ipotesi sulle vere cause del riscaldamento climatico, plausibile e convincente alla luce delle conoscenze tradizionali. </strong></h6> <h6>In occasione del vertice ecologico nella metropoli montana di Johannesburg (1), collocata in un territorio ricco di giacimenti d’oro e di uranio, sono state dedicate in questi giorni alcune trasmissioni in vari canali ai problemi ambientali. Mercoledì sera su RAI TRE è andato in onda in tarda serata un bel servizio di Milena Gabanelli, condotto da Sabrina Giannini ed intitolato “Terra: a qualcuno piace calda”, per la regia di Carla Serena.</h6> <h6>Trattavasi per la verità di un’inchiesta già presentata l’anno scorso, giovedì 18.10, in prima serata. Ieri sera invece gli abbonati al pacchetto STREAM hanno potuto vedere sul NATIONAL GEOGRAPHIC CHANNEL il documentario “Clima bizzarro”. Vediamo dunque di analizzare brevemente i temi proposti in un caso e nell’altro. Secondo consuetudine introduco dei temi correlati, formulando alcune mie ipotesi al riguardo.</h6> <h6></h6> <h6><strong>a) Il petrolio, l’ambiente e le energie alternative</strong></h6> <h6>Chi come me usa ancora il gasolio e non ha pensato, pur avendo l’allacciamento al gas, di rinnovare l’impianto per il riscaldamento col sistema a metano si sarà trovato in questi giorni una brutta sorpresa: l’aumento spropositato del costo del greggio e di conseguenza di tutti i derivati. Per fortuna avevo già personalmente fatto la scorta, in previsione dell’aumento dei prezzi con la prevista II Guerra del Golfo, ma è comunque probabile che anche questa rincorsa individuale all’accaparramento abbia provocato un’inevitabile lievitazione dei prezzi. <em>Mea culpa </em>individuale a parte, sappiamo che il prezzo del petrolio è in mano al cartello delle “Quattordici Sorelle” texane. E mi confidava un rivenditore della <em>Petrol Team </em>all’inizio della settimana che, mentre in precedenza gli aumenti della materia prima avevano un senso o perlomeno potevano essere giustificati in termini di mercato, adesso la scusa non c’è. Siamo di fronte ad un mercato sempre più selvaggio, tanto da mettere in difficoltà nei confronti dei loro clienti gli esercenti stessi.</h6> <h6>Oltretutto le tasse che lo Stato ci richiede sul consumo sono esagerate, se diamo un’occhiata alla bolletta. Perché allora, si chiedeva la vecchia ma sempre attuale inchiesta della Giannini, continuiamo a usare il petrolio? Semplice, perché le energie alternative hanno passato da lungo tempo la fase della sperimentazione, ma non hanno ricevuto tuttora il consenso statale – almeno in Italia –al di là delle chiacchiere dei Verdi e del Ministero dell’Ambiente.</h6> <h6>D’altronde, oggettivamente parlando, che cosa hanno fatto di buono i Verdi od i loro corrispettivi (anche per il loro sparuto numero) in paesi come il nostro od in Francia? Oltre a qualche promozione agrituristica, qualche sponsorizzazione dell’agricoltura biologica di derivazione macrobiotica, se non congressi parolai e messinscene pseudo-teatrali in stile pannelliano (2). La verità è che non hanno potere a livello politico. Egualmente si può dire dei <em>Green </em>britannici. Mentre i <em>Grün </em>tedeschi e austriaci (3), a differenza degli altri, hanno influito positivamente negli ultimi due decenni sulla conservazione del patrimonio naturale nazionale, impedendo disboscamenti, industrializzazioni forzate e cose di questo genere.</h6> <h6>In generale però, come ho già rilevato in un commento ad un articolo di Fabiocchi non molto tempo fa, credo che i Verdi si disperdano in azioni di carattere minimalista. Capisco la necessità di dover intervenire in concreto, nelle faccende municipali e regionali, non solo in quelle nazionali ed ora federali (ma l’UE esiste davvero?); tuttavia manca a tale fazione politica nonostante le buone intenzioni, dopo la sua trasformazione da movimento in partito (stiano attenti, in proposito, i No-global a non fare la stessa fine), la concreta capacità di divenire una forza che conta nei sentimenti popolari. Come aveva fatto il pensiero socialista, di cui come sapete non sono un estimatore. C’è sempre un certo puritanesimo ecologista fastidioso, che non ha presa sulla gente e confina l’ambientalismo a delle minoranze cittadine. Forse è un’eredità cristiana, dato che il Cristianesimo era una religione urbana fin dai primi sviluppi e non ha mai mostrato un’eccessiva simpatia nei confronti del mondo naturale, alveo per contro del paganesimo.</h6> <h6>È vero che nel Dopoguerra, se vi è stato qualcuno in Italia che ha protetto le campagne e gli allevatori (4), è stata la DC con Bonomi &amp; C. Intanto che il PSI ed il PCI si spartivano rispettivamente la piccola borghesia impiegatizia e il proletariato operaio.</h6> <h6>Tuttavia i contadini hanno lasciato che il Governo li deruralizzasse tramite una progressiva industrializzazione del lavoro nei campi. Le campagne propagandistiche per l’utilizzo dei concimi chimici e per quello degli antiparassitari, nonché l’impiego dei mezzi meccanici ed altri fattori sociali (i contadini ancor oggi non si sposano, perché le donne o se ne vanno in città o li trascurano), non sono mai state scalfite. La Macrobiotica, che spopolava tra gli Anni Cinquanta e gli Anni Ottanta, è passata come una meteora. Oggi si sta rinnovando in nuova forma quel latifondo che il Fascismo, pur coi suoi difetti, aveva smantellato.</h6> <h6>Ai supermarket odierni i clienti comprano i prodotti senza più comprenderne la qualità, come ironicamente c’insegna Beppe Grillo. Il lavoro dei campi è diventata un’industria, ove il profitto è l’unica cosa che conta. I corsi d’acqua, i ruscelli solo un mezzo per irrigare. Nessuno più ama la terra di per sé e i boschi sono solo legna da ardere od un mezzo per ossigenare il territorio. Sempre più i campi si riempiono di sacchetti e bottiglie di plastica o di altri rifiuti. Il consumismo urbano, che negli Anni Sessanta e Settanta aveva invaso solo i litorali marini e le rive dei fiumi, negli Anni Ottanta e Novanta è divenuto una prerogativa anche delle campagne.</h6> <h6>Un tempo contadini ed allevatori andavano alle fiere agricole, oggi vanno nei supermercati, sono viziati. Ragionano come la gente di città, pur non disponendo di uguali comodità. E non possono neppure contrattare, i prezzi non li fanno loro. Ma esistono ancora i contadini? Io dico di no! È significativo che l’attività agricola sia oggi percepita alla stregua di ogni altra attività umana, un semplice mezzo economico di sussistenza senza alcuna idealità. Eppure dall’idea di coltivazione proviene il nostro stesso concetto di cultura. Manca in ogni caso a tutti, Verdi compresi, il senso arcaico della stretta relazione spirituale tra l’Uomo e Madre Natura. Per troppi anni si è sempre parlato nel Novecento di lotta, di sfida alla Natura, persino di conquista.</h6> <h6>Lo studio scientifico dei fenomeni fisico-chimici negli ultimi secoli ha completamente alterato la visione del mondo naturale. Persino quando si accenna ad esso ci si riferisce solamente ai fenomeni atmosferici come il vento, la pioggia e la tempesta, oppure a quelli astronomici come il sorgere e il calar del sole. Ma la Natura è anche altro, non solamente i parchi e le grandi foreste, i mammiferi e i pesci. Una vigna, un giardino, l’essere umano medesimo ne è parte. Anche l’attività umana, poiché non esiste un confine tra Uomo e Natura. Gli antichi Latini concepivano una Grande Triade, del pari ad altri popoli. Deus, Natura, Homo. Dove per Deus s’intende il Cielo e per Natura la Terra. Questo era il modo giusto di concepire le cose, in un rapporto simpatetico tra l’essere umano e la Creazione. Non quello dissacrante del testo di <em>Imagine</em> di John Lennon.</h6> <h6>Dissacrare la Natura è uno scempio, un orgoglio luciferino, è da qui che nascono tutti i problemi ecologici del mondo odierno. Un mio professore liceale raccontava in classe che l’Alfieri, quando qualcuno si lamentava dei fumi delle ciminiere, faceva presente al suo interlocutore che dietro al fumo c’era l’arrosto. Arrosto per chi? L’industrializzazione forzata del mondo non ha portato vantaggi, solo illusioni. E la globalizzazione ha esteso codeste condizioni negative di vita all’intero mondo. Ne sono state una conseguenza indiretta guerre spaventose, come mai si erano viste prima. Eppure, al di là dei proclami, gli uomini sono inquieti come non mai. Tant’è che affogano la loro mente ed i loro sensi in surrogati vari: il sesso, lo sport, la tv, il computer, svaghi peraltro sempre più virtuali.</h6> <h6>Tornando alla questione principale delle energie alternative, dopo l’inciso sulla situazione politico-ambientale in Italia ed altrove che qualcuno forse giudicherà retorico, vi è da dire che le compagnie petrolifere texane – <em>in primis</em> la Enron – hanno tutto l’interesse a che la situazione rimanga quella attuale. Hanno maggiori introiti ad es. rispetto al consumo di gas, che è meno inquinante, ma meno redditizio. Non per nulla entrambe le fonti energetiche sono controllate dalle medesime compagnie industriali. L’espansione continua delle multinazionali nel mondo serve a condizionare il mercato per mezzo del <em>trust</em>, benché le leggi lo vietino. E spostando gli investimenti da un paese all’altro ne ricattano l’economia, generando crisi ed espansioni a piacere, secondo convenienza. Avendo anche in mano per interposte persone anche le finanze, le multinazionali possono gettare nello scompiglio o far crescere una determinata valuta, intervenendo da un mercato all’altro. Quindi, o si accetta quel che esse propongono o finiamo tutti male. Questo è quanto ci offre la “democrazia apparente”.</h6> <h6>Le energie alternative proposte nel servizio della Giannini, oltre al metano, erano le seguenti: 1) e. solare, più sfruttata dai tedeschi che nel “Paese del Sole”; 2) e. eolica, particolarmente utilizzata dall’Olanda, secondo la tradizione dei mulini a vento, tramite apposite turbine; 3) <em>orimulsion</em>, una miscela di bitume ed altro che l’Enel considera inferiore qualitativamente al petrolio ma superiore al carbone. In Sardegna, una regione molto ventosa come l’Olanda, si era cercato di impiantare anche là delle turbine eoliche prima di siffatto prodotto. Ma l’Enel richiedeva costi troppo esosi per l’allacciamento alla rete ed ora l’impianto giace inutilizzato. Questa è l’Italia! Lo stato avrebbe dovuto incoraggiare, non solo proteggere, gl’investimenti del genere. Invece, solamente qualche decreto che lascia il tempo che trova.</h6> <h6>Nell’inchiesta Rai si indicava pure la difficoltà a trovare il carburante da parte delle auto con l’impianto a metano, dato che le industrie automobilistiche sono alleate a quelle petrolifere. La Giannini non l’ha affermato, lo suggerisco io pensando all’amicizia d’affari fra Agnelli e Kissinger. Guarda caso sono entrambi fautori del “Nuovo Ordine”, basato sulle acquisizioni del loro portafoglio e di quello dei loro amici… Al di là del servizio tuttavia esistono altre energie che sarebbe possibile sfruttare, come l’acqua. C’è un problema, l’acqua costa poco. In futuro, però, c’è da aspettarsi un aumento, un accaparramento e quindi un utilizzo magari in chiave ecologica. Per ora si è cominciato con la vendita delle quote d’aria (sic!), che le nazioni più industriali vorrebbero acquisire da altre meno industrializzate. Aspettiamoci un prossimo intervento di Grillo sul tema.</h6> <h6></h6> <h6><strong>b) Quali sono le vere motivazioni dell’aumento della temperatura terrestre? </strong></h6> <h6>Le reali motivazioni del surriscaldamento della temperatura dell’atmosfera sono da ricercare altrove, a mio parere, che non nell’Effetto Serra. L’inchiesta intervistava qualcuno in America che negava l’effettiva pericolosità di tale fenomeno ed altri in Italia che per contro ne ribadivano la nocività, senza offrire conclusioni certe, ma propendendo per quanto sostenuto dai nostri scienziati. Anche alcuni studiosi italiani, in ogni caso, escludono che il suddetto fenomeno fisico-chimico possa spiegare i mutamenti in atto. L’ingegner Flavio Barbiero ad esempio, in un suo libro (5), ha spiegato giustamente che esaminando la calotta glaciale del Wisconsin si è visto che essa modificava la sua struttura ogni circa 6000-6500 anni. Quindi si tratta di un fenomeno astronomico ciclico, inspiegabile apparentemente, ma io ho una mia teoria astrale che spiegherò al § d. Ciò non per scusare la Enron e le altre compagnie dei loro fumi tossici, che rimangono tali, ma per il fatto che ci troviamo di fronte secondo me ad accadimenti di più vasta portata di quel che si crede comunemente nelle comunità scientifiche.</h6> <h6>Seguendo il proprio costrutto, l’indagine Rai criminalizza gli Stati Uniti, rei di avere il 5% della popolazione mondiale ma di produrre il 25% dell’inquinamento terrestre. Si faceva ironia sul fatto della mancata ratifica del Trattato di Kyoto da parte statunitense, ma si sottolineava onestamente che anche gli altri paesi firmatari nei fatti non si erano poi comportati molto diversamente, ad eccezione della Danimarca. Ad esempio l’Italia ha lasciato che l’Eni trivellasse due splendide valli lucane in cerca dell’oro nero, ricche di bellezze naturali. L’Ente Nazionale Idrocarburi pare sia la sesta compagnia del mondo come guadagni, ma unicamente il 15% o poco oltre delle azioni apparterrebbe all’Italia, diversamente da come si crede generalmente.</h6> <h6>Mattei non è stato fatto precipitare invano nelle campagne pavesi, complice la Mafia siciliana! L’Ente Regione della Basilicata sarà risarcita con 40 miliardi, più o meno il costo di manutenzione delle strade, danneggiate dalle autocisterne. Di più. L’immissione di acqua nel sottosuolo e le piccole esplosioni per ottenere l’estrazione degli idrocarburi possono provocare fatti sismici, in genere microsismi ma possibilmente anche delle scosse serie, in una zona già sismica per natura. Che dire inoltre degli incidenti stradali in percorsi alquanto dissestati, con deragliamento degli autotrasportatori ed inquinamento ambientale inevitabile? Non c’è neppure la scusa occupazionale, perché il trivellamento non produce occupazione. Si tratta di mansioni per addetti ai lavori. Andrebbero assommati nel novero i danni notevoli all’agriturismo.</h6> <h6></h6> <h6><strong>c) Le ragioni nascoste dei cambiamenti climatici in atto</strong></h6> <h6>Riprendo ora il discorso sulle cause del surriscaldamento del pianeta. Ho sopra sgombrato il campo dalla paura che il variare del clima cui tutti assistiamo da tempo, con il conseguente timore di uno scioglimento dei ghiacci polari, sia provocato dalla combustione di fossili quali il carbone e il petrolio. Qual è allora il fattore determinante di quel fenomeno ciclico cui sopra accennavo? La causa è astrologica: da un lato la congiunzione in un solo Segno dei Sette Pianeti, cosa che avviene (come Keplero sapeva benissimo) ogni 6000-6500 anni, e dall’altro la processione equinoziale. La scienza moderna nega qualsivoglia valore all’Astrologia e per questo non è in grado di comprendere quanto sta accadendo. Non solo, ma nega che le congiunzioni settenarie si verifichino in un così lungo intervallo. Eppure basta consultare le Effemeridi della NASA per accorgersi che l’ultima grande congiunzione planetaria è avvenuta in Toro nel Maggio 2000. L’ostilità nei confronti dell’Astrologia, in altre parole del rapporto animico tra Uomo e Natura, non è una novità. Si confonde la scienza (dal latino <em>scio</em> = “sapere”, correlato all’inglese <em>Sky</em> = “Cielo”) con lo scientismo, che è altra cosa.</h6> <h6>Uno psichiatra cecoslovacco, il dott. Jonas, aveva studiato l’influenza degli astri nel settore della prevenzione delle nascite. Ispirandosi alle conoscenze nel campo delle antiche popolazioni mesopotamiche, aveva fatto negli Anni Sessanta delle scoperte eccezionali, riuscendo addirittura ad integrare il metodo di Ogino-Knaus, che aveva recato a molte madri delle gravidanze indesiderate. Jonas, comprendendo la relazione che avevano i sumeri e i babilonesi con il mondo astrale, è riuscito a compilare un metodo di prevenzione assai efficace. Peccato che a quel tempo il mondo comunista non era ancora liberalizzato, perciò da psichiatra è finito internato in manicomio. Questo è il genere di libertà che offriva il Socialismo reale di marca sovietica. Gli studi del dott. Jonas onestamente non hanno avuto fortuna neanche in Occidente, dove sono stati pubblicati ma subito marginalizzati.</h6> <h6>Anche l’Occidente è materialista, sotto le apparenze liberali e cattoliche. In India le cose sarebbero andate diversamente, pur se le statistiche occidentali presentano l’India come il paese più corrotto del mondo assieme alla Russia. Bontà degli Occidentali! Non sto a commentare per limiti di spazio.</h6> <h6>Sta di fatto che tutti i popoli antichi conoscevano dei cicli di 6000-6500 anni, come attesta Platone. La cosmologia indiana ha serbato dati più precisi e spiega che codesti cicli sono associati a variazioni climatiche notevoli, che nel linguaggio simbolico della letteratura antica erano noti come Diluvi. Non uno solo, secondo quanto insegna la Bibbia, ma tanti e tutti in relazione alla stessa causa astrale. Anche gli Amerindi hanno conservato notizia di tali accadimenti e pure Platone testimonia di più diluvi, che i Greci essendo dei fanciulli a differenza degli Egizi hanno dimenticato.</h6> <h6>Gli studi scientifici recenti hanno confermato che circa 12000-13000 anni fa la Gran Bretagna non era un’isola, bensì una penisola. Lo scioglimento dei ghiacciai, con l’innalzamento del livello dei mari, ha fatto sì che venisse isolata. Ciò che si teme ora è appunto di nuovo l’innalzamento del livello delle acque. E siccome l’Artide e l’Antartide si stanno sciogliendo, insieme agli altri ghiacciai, si trova la scusa dell’Effetto Serra. Ma se la maxi-inondazione è già avvenuta tempo fa, è evidente che la causa non potevano essere allora i fumi industriali! L’inquinamento va osteggiato, ma non col falso moralismo.</h6> <h6><strong>Giuseppe Acerbi</strong></h6> <p> </p> <ol> <li> Johannesburg, situata nel centro-nord del Sudafrica, è la capitale economica del paese; così come Città del Capo (fondata dalla Compagnia delle Indie, l’inventrice del Liberismo) ne è il capoluogo legislativo, essendovi ubicato il Parlamento, e Pretoria quello amministrativo, dato che colà ha sede il Governo.</li> <li>Non che voglia negare le influenze del Radicalismo, soprattutto britannico (russelliano), sull’ascesa del Movimento Verde; ma indubbiamente il pacifismo originario ha lasciato luogo presso i Radicali italiani, che pur continuano a sventolare teoricamente il <em>Satyagraha </em>gandhiano, ad un interventismo eurocentrico che altro non è se non una forma deteriore di anglo-americanismo.</li> <li>Alcuni loro esponenti sono di estrazione nazionalsocialista. Non lo dico per screditarli, né a loro vanto, dato che non sono di simpatie naziste, diversamente da come qualcuno ha voluto far credere per le mie critiche a tappeto contro il Sionismo. Il fatto è che i paesi di lingua germanica, dalla Svezia alla Danimarca, dall’Olanda alla Germania, dalla Svizzera all’Austria, hanno sempre coltivato l’amore per la natura. È un’eredità degli antichi Germani, i quali per quanto non avessero in passato etnicamente una ben definita unità etnica – diversamente da quanto il Revanscismo nazista attribuiva loro – e fossero dispersi in molte tribù fra di loro assai belligeranti, hanno però mantenuto tra le loro fila un atteggiamento di simpatia verso l’ambiente circostante quale è proprio di tutte le popolazioni di origine boreale. Esse hanno sempre vissuto a stretto contatto colle selve, popolandole miticamente di Geni e sono rimasti estranei alla civiltà, che è di matrice mediterranea. Ecco quel che ci comunica tutto il pensiero letterario e filosofico germanico, dal “Giardino degli Asi” della saga norrenica al “Monte Selvatico” del Parzival, dal Merlino irsuto come un cinghiale degli Schlegel agli animali fatati dei Grimm, dal “Cavaliere del Cigno” del Lohengrin wagneriano ai mirabili folletti del “Signore degli Anelli” di Tolkien. Tutte immagini paradisiache, perché è dalla leggenda del Paradiso Terrestre che nascono tutte le utopie storiche, con i loro risvolti naturalistici moderni e naturalistici contemporanei. Anche per gli Anglosassoni in origine dovette essere così, ma poi è avvenuta tra di loro una corruzione che li ha portati lontano dalla fonte originaria di cui è ancora specchio la loro lingua; l’a. <em>holy</em> (sacro), infatti, significa etimologicamente “selvatico”, al pari del ted. <em>Heilig</em> (cfr. col gr. <em>Hyle </em>= “selva”). Ne è specchio la lingua. Sicché, mentre i Tedeschi cristianizzati hanno conservato parte degli antichi valori sino all’inizio dell’Ottocento, passando per il Sacro Romano Impero; viceversa i Britannici se ne sono allontanati totalmente, tanto che l’Impero Britannico è chiamato in tedesco <em>Britische Weltreich</em>, ossia “Impero Britannico Mondiale”. Tanto per chiarire donde deriva il mondialismo attuale, una volta che la fumosa Londra ha ceduto la staffetta del proprio impero marittimo all’impero aereo della nevrotica New York. I fatti dell’11.9.2001 in tal senso sono una specie di contrappasso dantesco, chiunque sia stato a progettarli e ad eseguirli. Per contro la Germania, dal primo Romanticismo ai prodromi del Nazionalsocialismo, ha sempre dimostrato un interesse a tutelare l’ambiente naturale e a rivalutarlo nei confronti di quello urbano. Anche in Inghilterra i Preromantici, col loro medievalismo ossianico, andavano in codesta direzione; è del poeta W. Blake, se non vado errato la frase: «Dio ha fatto la Natura, l’Uomo la Città». Sennonché nell’isola albionica hanno finito dopo per prevalere le istanze modernistiche, democratico-liberali e socialistiche. Il Secondo Romanticismo fu all’insegna di queste idee. Il Nazismo invece, che in un primo tempo aveva fatte sue quelle opposte, non meno del Fascismo – per il quale vale la stessa ambiguità, cfr. al riguardo il prossimo documentario della Rai “Storia del capitalismo italiano”, dove si illustra l’interesse sincero di Mussolini a rivalorizzare l’agricoltura – s’è lasciato alfine suggestionare e travolgere (sia pure spinto dal doppiogiochismo angloamericano) dalle idee futuristico-decadenti del <em>Neue Ordnung </em>e del <em>Neu Mensch</em>. Idee che purtroppo non sono state sconfitte con la II Guerra ma che anzi perdurano rinvigorite più che mai sull’altra sponda politica, da cui in verità provenivano già all’inizio.</li> <li>Oggi la Lega padana col suo neoguelfismo segue le stesse orme, seppure faccia maggior attenzione ovviamente alla piccola e media impresa.</li> <li>Alludo a <em>Una civiltà sotto ghiaccio</em>, Milano 2000, P. I., p. 90. L’Autore cita tra le cause possibili del surriscaldamento lo scorrimento della crosta terrestre oppure la discontinuità dei poli. Io non credo a nessuna di queste teorie ma neppure a quella dell’Effetto Serra.</li> </ol> <p><a href="https://www.heliodromos.it/il-consumo-del-petrolio-lambiente-il-mutare-del-clima/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=il-consumo-del-petrolio-lambiente-il-mutare-del-clima" target="_blank">- Enlace a artículo -</a></p> <p>Más info en https://ift.tt/EmdOFMw / Tfno. & WA 607725547 Centro MENADEL (Frasco Martín) Psicología Clínica y Tradicional en Mijas. #Menadel #Psicología #Clínica #Tradicional #MijasPueblo</p> <p>*No suscribimos necesariamente las opiniones o artículos aquí compartidos. No todo es lo que parece.</p>

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