Psicología

Centro MENADEL PSICOLOGÍA Clínica y Tradicional

Psicoterapia Clínica cognitivo-conductual (una revisión vital, herramientas para el cambio y ayuda en la toma de consciencia de los mecanismos de nuestro ego) y Tradicional (una aproximación a la Espiritualidad desde una concepción de la psicología que contempla al ser humano en su visión ternaria Tradicional: cuerpo, alma y Espíritu).

“La psicología tradicional y sagrada da por establecido que la vida es un medio hacia un fin más allá de sí misma, no que haya de ser vivida a toda costa. La psicología tradicional no se basa en la observación; es una ciencia de la experiencia subjetiva. Su verdad no es del tipo susceptible de demostración estadística; es una verdad que solo puede ser verificada por el contemplativo experto. En otras palabras, su verdad solo puede ser verificada por aquellos que adoptan el procedimiento prescrito por sus proponedores, y que se llama una ‘Vía’.” (Ananda K Coomaraswamy)

La Psicoterapia es un proceso de superación que, a través de la observación, análisis, control y transformación del pensamiento y modificación de hábitos de conducta te ayudará a vencer:

Depresión / Melancolía
Neurosis - Estrés
Ansiedad / Angustia
Miedos / Fobias
Adicciones / Dependencias (Drogas, Juego, Sexo...)
Obsesiones Problemas Familiares y de Pareja e Hijos
Trastornos de Personalidad...

La Psicología no trata únicamente patologías. ¿Qué sentido tiene mi vida?: el Autoconocimiento, el desarrollo interior es una necesidad de interés creciente en una sociedad de prisas, consumo compulsivo, incertidumbre, soledad y vacío. Conocerte a Ti mismo como clave para encontrar la verdadera felicidad.

Estudio de las estructuras subyacentes de Personalidad
Técnicas de Relajación
Visualización Creativa
Concentración
Cambio de Hábitos
Desbloqueo Emocional
Exploración de la Consciencia

Desde la Psicología Cognitivo-Conductual hasta la Psicología Tradicional, adaptándonos a la naturaleza, necesidades y condiciones de nuestros pacientes desde 1992.

jueves, 19 de marzo de 2026

La difficoltà di essere padri


La difficoltà di essere padri

Julius Evola in “Rivolta contro il mondo moderno”, rifacendosi ai principi della civiltà indo-aria, precisava il ruolo del padre nell’antichità romana. «Il padre era il sacerdote virile del sacro fuoco familiare, epperò colui che per i suoi figli, i suoi congiunti… doveva apparire come il mediatore naturale di ogni rapporto efficace col sovrasensibile…. poiché nel pater si incentrava il compito di non lasciar “spegnere il fuoco”, dunque «per tal via, egli costituiva realmente il centro della famiglia e… la costituzione del diritto paterno tradizionale ne segue come naturale conseguenza…».

Oggi siamo lontani anni luce dalle suddette concezioni e la paternità è ridotta a semplice espressione di una consanguineità, naturale o acquisita nel caso dell’adozione.

La difficoltà di essere padri, nel nostro tempo, non è il dovere di anteporre al proprio egoismo la partecipazione alla vita dei propri figli, con le inevitabili rinunce alle libertà della vita di single, o la difficoltà di trovare gli strumenti più idonei a narrare loro, tra favole e realtà, i propri principi per avviarli alla conoscenza; o ancora superare il divario generazionale e smorzare le ineluttabili ribellioni che si manifestano dalla pubertà in avanti, nella problematica ricerca giovanile di un’identità e di un carattere.

L’arduo compito di essere padri, è doversi confrontare con un programma socio-culturale, che fin dalla tenera età sobilla i figli, alzando muri di incomprensione e diffidenza verso i genitori.

La scuola è il primo avversario; attraverso la classe docente formatasi in gran parte sulle istanze sessantottine, agisce in modo antieducativo, talora schizofrenico, fungendo da megafono di un sistema squilibrato del quale propaganda le nozioni, anche quando sono in palese contraddizione con le evidenze della logica. L’istruzione si trasforma in arido esercizio di potere da parte di professori motivati solo dal tornaconto del posto di lavoro.

L’altro nemico, più temibile, è la realtà virtuale che, avvalendosi dei social più diffusi, diventa sempre più pervasiva e dalla quale è impossibile difendersi; né esiste per un padre la remota possibilità di essere ascoltato nel suo tentativo di attuare dei correttivi in merito. Ormai anche tra le mura domestiche le madri “tecnologiche” che hanno “scoperto” la rete, danno il primo cattivo esempio; si lotta in trincea mentre il nemico si impone utilizzando le adeguate suggestioni.

Ma in questa sfida impari si gioca l’importanza dei padri e della loro esistenza, che neanche le più distorte teorie di genere possono offuscare. Persino Freud ammetteva: «Non riesco a pensare ad alcun bisogno dell’infanzia altrettanto forte quanto il bisogno della protezione di un padre».

Ebbene in un’epoca materialista e densa di influenze subumane in cui si tende a irridere qualsiasi accenno spirituale, l’augurio che desideriamo porgere a tutti i Padri è non dimenticare di essere, sempre e comunque, portatori di una scintilla divina, che impone il sacro dovere di tornare a riappropriarsi del suo ruolo di centralità e trasmettere ai figli la propria Fede e l’Amore per la Verità.

BarCa

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